“La benedizione delle case” Poesia di Giacomo Pagnucci

La benedizione delle case

di Giacomo Pagnucci

 

Ogni anno arriva la Pasqua benedetta

che ogni donna mette in confusione,

per addobbar la casa in fretta in fretta

l’indaffararsi ci à la sua ragione.

 

E’ millenaria ormai è questa usanza

di far le più ristrette pulizie

pulendo appietto stanza per stanza,

allo spazzino le vecchie mercanzie.

 

Il parroco con quattro chierichetti

in ogni casa passa a benedire

con aspergis, secchiolino ed altri oggetti,

gai e contenti da non poterlo dire.

 

Ma tranquilli e con anima serena

rimangan pur di Ruota gli abitanti

e con la casa benedetta e piena

della grazia di Dio e di tutti i santi.

 

O Gesù, ogni anno benedici

le case di tutti i nostri paesani

che al Monte Serra stanno alle pendici

sia capanne o palazzi a cinque piani.

 

E per le Palme sembrami perfetto

siano posti in ogni abitazione

i ramoscelli d’olivo benedetto

ad attestar la nostra religione.

 

Che cosa chiederemmo di più bello

a Gesù, che la sua benedizione,

casa per casa, dell’umile paesello

ogni anno alla di Lui Resurrezione?

 

Ai tempi che ormai sono passati

tutti i ragazzi gridavano: «Allegria!»,

ritornano a casa un po’ sborniati

con i rinfreschi a guisa di osteria.

 

Ma i ragazzi di oggi son cambiati:

non bevan più, son divenuti asteni,

non amano di fá gli esagerati

perché di tutto quanto ne son pieni.

 

Per tutti gli abitanti del paese

che hanno avuto una benedizione,

alla maniera semplice e cortese

dedico questa mia composizione.