Il Paese

Paese di Ruota

Piccolo borgo nel comune di Capannori (LU)

Superficie: ha 488

Popolazione: abitanti 242

Altitudine: m 362 (alla chiesa)

Distanza: da Lucca km 17, da Capannori km 14

• CAP 55062

• Comune Capannori

• Provincia Lucca

Vie di comunicazione: dalla strada statale di Tiglio o Sarzanese-Val d’Era attraverso il vecchio borgo di Colle di Compito, si procede direttamente verso il paese di Ruota su una strada comunale asfaltata con forte pendenza e molti tornanti. Dal paese poi si dipartono le strade sterrate verso le località di Pianbello e verso la Cima del M. Serra.

Confini: a sud, oltre il crinale del Monte Serra, inizia il territorio del comune di Calci (Pisa) e ad est la Visona di Buti segna il confine con
l’omonimo comune pisano. Ad ovest si estende il territorio della frazione di S. Andrea di Compito, a nord quello di Colle di Compito. 

Origine del toponimo: forse dallo stemma araldico dei Da Fotori, antichi feudatari del luogo, nella cui insegna campeggiava appunto una ruota, oppure dalla presenza nel luogo di numerosi mulini e frantoi.

IL BORGO DI RUOTA


L’abitato del paese di Ruota si sviluppa sui due lati della via che dalla chiesa sale alla piazzetta, ai piedi dell’area su cui sorgeva l’antico castello. La struttura del paese è rimasta quasi integralmente quella di un borgo medievale, con le strade ristrette fra le vecchie case, con angusti vicoletti e piccole corti.


EDIFICI E MONUMENTI 

Chiesa Parrocchiale  San Bartolomeo

 La chiesa parrocchiale di Ruota è dedicata a San Bartolomeo ne abbiamo notizie solo a partire dall’estimo della chiesa di Lucca del 1260 è posta all’inizio del paese e risulta ascritta già nel XIII sec. al piviere di Compito, ma la sua consacrazione è certamente più antica riferibile al IX sec. Esteriormente è di stile romanico, a nave unica con abside appare pesantemente manomessa da una serie di interventi documentati a partire dal 1309 anno in cui, come attesta l’epigrafe posta in facciata, l’edificio originario venne ampliato.
Internamente la chiesa è intonacata ed ha un bel soffitto a cassettoni. Fra ta te importanti opere d’arte presenti è da notare sulla parete destra una magnifica tavola con Madonna in trono e santi (da sx S. Bartolomeo, la Maddalena, S. Apollonia e S. Giovanni evangelista) dipinta nel 1478 da Vincenzo di Antonio Frediani notevole pittore lucchese operante sul finire del Quattrocento. L’opera è racchiusa entro una monumentale edicola lignea con colonne, predella, cimasa e lunetta dorate dipinte e intagliate da Zacchia il Vecchio nella prima metà del ‘500, fatta restaurare e dorare nell’anno 1554.

Approfondimenti sulla chiesa di San Bartolomeo

Oratorio detto della Madonna col Bambino

Prime notizie relative alla edificazione dell’oratorio si hanno da una visita pastorale del 1620, quindi si può ragionevolmente desumere che la costruzione è stata completata fra il 1600 e il 1620.
Fra i monti di Ruota e di Buti si possono ancora intravedere i resti della
Chiesa e del Romitorio di S. Andrea al Biscione o in Silva che esisteva già attorno all’anno Mille ed apparteneva all’abbazia di Sesto.
Meritevoli di un cenno sono anche le 
piccole cappelle erette sulla via del borgo,presso la chiesa e sul pianoro della Lucina e dedicate alla Madonna.
Sulla strada che sale da Colle di Compito a Ruota esiste la
cappellina di S. Ubaldesca.

Il territorio

Ruota è il paese più a sud del comune di Capannori

Del tutto montuoso, ha le pendici più basse ricoperte di magnifici oliveti terrazzati che, in alto, cedono alle folte pinete ed alle vecchie selve di castagni.
Molte le sorgenti, le più note sono quelle dell’Acquarella e della Pollina, che coi loro rigagnoli vanno ad alimentare i due rii principali, che qui come in altre zone, sono chiamati con etimo incerto Visone o anche più comunemente Valli. Fuori del paese esistono piccoli insediamenti come Piemaggiore e Chiudenda. In quest’ultimo luogo esiste la casa natale di Don Aldo Mei, sacerdote e patriota, fucilato dalle truppe naziste sotto le Mura di Lucca nel 1944. Fino ad alcuni anni fa nell’abitazione esisteva una cappella contenente la tomba  del martire. In seguito i resti sono stati traslati nella chiesa parrocchiale di Fiano dove egli aveva svolto il suo ministero. Sparsi ovunque negli oliveti restano modesti rustici adibiti un tempo a stallaggio delle pecore ed a ricovero delle persone e degli attrezzi nel periodo dei lavori agricoli. Altri rustici in rovina si incontrano pure nelle selve di castagni e sono i caratteristici metati usati un tempoper l’essiccazione delle castagne. Alcuni di questi manufatti, specie se facilmente accessibili, sono usati come casette per ferie o per il fine settimana.

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